SINGAPORE E INDONESIA: isole Gili, Flores, Bali - agosto 2010

 

Informazioni

 

L’Indonesia “classica”, ovvero Bali e le isole Gili, non necessita di particolari precauzioni dal punto di vista sanitario, se non le regole base legate al consumo di cibi solo cotti e acqua in bottiglia. L’isola di Flores, nel parco di Komodo, appartiene invece ad un'Indonesia un po’ al di fuori delle canoniche rotte turistiche, pur essendo ormai conosciuta grazie alle presenza dei draghi di Komodo. Questa zona è molto più autentica e meno civilizzata rispetto a Bali e questo richiede di adottare qualche precauzione in più.

 

Agosto è un buon mese per recarsi in Indonesia, che essendo molto più a sud della Thailandia e della Malesia, non risente dell’effetto dei monsoni. Il tempo è stato splendido per tutta la durata del soggiorno e le temperature non eccessivamente elevate.

 

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Anche quest’estate non ci siamo fatti mancare un altro viaggio da sogno, che ci ha portati a Singapore e in Indonesia.

L’organizzazione è stata piuttosto complessa, dovendo acquistare alcuni voli interni e incastrare le prenotazioni tra le varie strutture; alla fine ce l’abbiamo fatta a programmare tutto e finalmente il 17 agosto partiamo.

 

Voli:

Torino - Francoforte - Singapore: Lufthansa

Singapore - Denpasar (Bali): Air Asia

Denpasar (Bali) - Labuan Bajo (Flores): TransNusa Airline


SINGAPORE: 18 agosto - 20 agosto

 

Dopo 11 lunghe ore di volo eccoci a Singapore.

Rimango subito colpita dalla modernità del suo aeroporto, peccato che al ritiro bagagli il mio zaino non sia arrivato, iniziamo bene!

 

Sbrigate le pratiche all’ufficio Lost&Found, mi garantiscono che il mio bagaglio arriverà il giorno dopo - same flight, same time - speriamo. Lufthansa mi dà un piccolo kit di sopravvivenza e il corrispettivo di 60€, ma questo non mi fa stare più tranquilla.

Descrizione immagine

A Singapore alloggiamo all’Hotel Novotel Clarke Quay, molto bello, in zona centrale e con una vista mozzafiato sui grattacieli circostanti.

 

La mattina successiva iniziamo la nostra visita, fa molto caldo e il cielo è grigio, come nella maggior parte delle città asiatiche. Passeggiamo in Orchard Road, paradiso dello shopping di lusso, i negozi si susseguono uno dopo l’altro, così come i centri commerciali, ad ogni angolo ce n’è uno; molti grattacieli sono occupati dagli uffici di banche e società, un piccolo mondo dorato racchiuso nel centro di Singapore.

Le strade sono pulitissime e la vegetazione tropicale delle aiuole e dei giardini è curatissima.

Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita di Sentosa, l’isola dei divertimenti di fronte a Singapore; si raggiunge in pochi minuti tramite un’ovovia e in un attimo ci ritroviamo fuori dalla città, in un mondo tutto ricostruito. Il parco delle farfalle, l’acquario, il delfinario, ristorantini, la spiaggia di sabbia bianca e le palme; stanno anche costruendo alcuni resorts, il tutto per lo svago dei turisti.

Al ritorno ci facciamo portare in taxi a Little India, molto caratteristica. Il quartiere è invaso da indianini operosi con le loro bancarelle dai mille colori, ghirlande di fiori, santini dorati, pashmine e stoffe coloratissime.

Ritorniamo in hotel e fortunatamente il mio bagaglio è arrivato, perfettamente intatto.

 

La sera passeggiamo lungo il Singapore River su cui si affaccia il nostro albergo, ci sono un sacco di ristoranti sia asiatici che occidentali e il gioco di luci sulle acque del fiume è molto suggestivo.

Raggiungiamo a piedi il prestigioso Raffles Hotel giusto per fare qualche foto davanti al sontuoso ingresso.

Lo skyline della città è dominato dal complesso del Marine Bay Sands, tre grattacieli che sostengono un'enorme nave; all’interno ci sono centri commerciali, un osservatorio, una piscina panoramica, innumerevoli ristoranti e un lussuosissimo hotel, davvero maestoso.

 

La mattina seguente ci rechiamo a China Town, meno caratteristica di Little India, ma comunque piacevole da esplorare. Le solite bancarelle di cineserie si susseguono e facciamo un po’ di shopping contrattando.

A seguire visitiamo il Singapore Botanic Garden, passeggiamo immersi nella lussureggiante vegetazione tropicale e ammiriamo una grande varietà di fiori esotici, in particolare le orchidee.

Il nostro tempo in questa meravigliosa città purtroppo è già esaurito; nel pomeriggio prendiamo il volo per Bali. Così ha inizio la nostra vacanza al mare!

Descrizione immagine

ISOLE GILI, GILI TRAWANGAN: 21 agosto - 24 agosto


Il tragitto da Singapore alle isole Gili si rivela interminabile: prendiamo un volo Air Asia da Singapore a Denpasar (Bali); ci facciamo portare a Kuta per trascorrere la notte per poi prendere la mattina seguente la barca per le isole Gili. Non abbiamo prenotato nessuna sistemazione a Bali, ma in aeroporto ci sono delle piccole agenzie e ci rivolgiamo a loro.

 

La struttura in cui finiamo è molto carina da fuori, la camera e il bagno tuttavia non sono granchè, ma per una notte va più che bene.

Kuta è una cittadina estremamente turistica e caotica, piena di discoteche e australiani ubriachi, ma anche negozietti caratteristici. Trascorriamo una serata movimentata e divertente in giro per locali.

 

La mattina seguente speriamo di poter prendere la prima barca per le isole, in modo da poter sfruttare la nostra prima giornata di mare, ma non sarà così. Ci rivolgiamo ad uno dei tanti banchetti-agenzia lungo le strade di Kuta, ma gli indonesiani - benchè siano molto gentili e sorridenti - fanno ogni cosa con una lentezza quasi irritante.

Così dopo mezz’ora capiamo che ci toccherà aspettare la barca dell’una e per raggiungere il porto ci andranno due ore di taxi.

Arriviamo quindi al porto e la barca non partirà prima delle h 16, causa avaria del motore. Finalmente nel tardo pomeriggio approdiamo a Gili Trawangan.

 

L’isola è molto particolare: su un lato una lunghissima spiaggia di sabbia bianca, acqua azzurrissima e la barriera corallina a pochi metri da riva; sull’altro la bassa marea e i coralli affioranti impediscono l’accesso al mare.

Tutte le strutture sono costruite sulla parte davanti, si susseguono una dopo l’altra e si alternano ai numerosi ristoranti, molti dei quali si trovano direttamente sulla spiaggia. C’è una grande varietà di scelta per dormire, piccole capanne a poco prezzo, bungalows di medio e alto livello ma anche ville private, sistemazione scelta da noi e prenotata dall’Italia.

Abbiamo soggiornato alle Gili Villas dividendo le spese con la coppia di nostri amici, ottima scelta. La nostra villa è composta da una bellissima piscina, salotto aperto sui lati, piano cottura, 2 camere da letto, 2 bagni open air.


Sull’isola non ci sono auto, né motorini, solo biciclette e cidomo, simpatici carretti trainati dai ponies.

A Gili Trawangan di certo non ci si annoia, piccole agenzie lungo la stradina propongono escursioni giornaliere alle altre due Gili, Gili Air e Gili Meno, tours di snorkeling, immersioni e gite in barca.

Noi abbiamo fatto la giornata in barca con sosta in 4 diversi siti di snorkeling e pranzo sulla spiaggia a Gili Air. Lo snorkeling è molto bello, benchè la
barriera corallina non sia coloratissima, la varietà di coralli è notevole e riusciamo ad avvistare una tartaruga, idoli moreschi, pesci chirurgo, farfalla e i miei amati nemo.

La sosta a Gili Air è molto piacevole; la spiaggia è ancora più bella e bianca rispetto a quella di Gili Trawangan, ma l’ambiente sembra un po’ più dismesso.

 

Il giorno seguente abbiamo prenotato due immersioni presso il Manta Dive Resort.  Che emozione...potremo finalmente utilizzare il nostro brevetto Open Water preso a Sharm El Sheik lo scorso aprile.

In immersione abbiamo visto dei fondali più colorati rispetto allo snorkeling e davvero tanti pesci. Uno squalo pinna bianca di passaggio, una tartaruga (che si è lasciata toccare sul guscio, anche se non si dovrebbe non ho resistito), palla, pipistrello, nemo; siamo scesi fino a 22 metri.


Nel tardo pomeriggio consiglio il giro dell’isola in bicicletta, un po' stancante dato che le stradine sono di sabbia, ma ne vale la pena; il tramonto che si ammira dall’altra parte dell’isola - con la bassa marea - è bellissimo. Per noi la pedalata si rivela una faticaccia non indifferente, dopo una già impegnativa giornata di immersioni.

La sera la vita si concentra sulla stradina principale, le luci dei ristoranti e dei locali illuminano la spiaggia e c’è molto movimento.

La mattina seguente la trascorriamo al sole a riposare e a snorkelare sull’house reef, per poi prendere nuovamente la barca nel pomeriggio per fare ritorno a Bali e spostarci la mattina seguente a Flores, nel Parco di Komodo.

ISOLETTA DI BIDADARI, FLORES: 25 agosto - 28 agosto


Prima di raggiungere Flores ci fermiamo un’altra notte a Bali, dato che il volo per Labuan Bajo (Flores) è molto presto la mattina.

Essendo già stati a Kuta, decidiamo questa volta di fare base a Seminyak, a pochi minuti dall’aeroporto.

Questa cittadina ci piace di più di Kuta, è più pulita e c’è un turismo meno scatenato, soprattutto la notte. Non abbiamo modo di girarla più di tanto, è già tardi e abbiamo la sveglia alle h 4.30 del mattino.

Anche a Seminyak non abbiamo prenotato alcuna sistemazione; decidiamo quindi di consultare la Lonely Planet e troviamo un hotel economico, come al solito delizioso da fuori - immerso in un meraviglioso giardino tropicale - ma datato all’interno e con il bagno orrendo, ma ormai siamo abituati.

 

La mattina seguente eccoci in aeroporto pronti a partire per quello che viene definito “un paradiso della biodiversità”, dal punto di vista subacqueo: l’isola di Flores, nel parco marino di Komodo.

Il volo TransNusa si rivela piacevole, temevamo di finire su di un piccolo aeroplanino bielica ed eravamo un po’ preoccupati dato che molte compagnie di voli interni in Indonesia sono in black list.

Descrizione immagine

Per fortuna l'aereo è un normalissimo Boeing 737.

Atterriamo nel piccolo aeroporto di Labuan Bajo e veniamo condotti nell’ufficio dell’Angel Island Resort & Reefseekers Diving prenotato dall’Italia. Il resort non si trova a Flores, bensì sull’isoletta di Bidadari.

 

Labuan Bajo offre molte scene di vita locale, che osserviamo dal pulmino; la popolazione è decisamente povera, molto di più che a Bali. Per strada ci sono mucche, capre, galline, cani e gatti che gironzolano indisturbati, le donne del posto trasportano sopra alla testa di tutto e c’è molta sporcizia. E’ qui a Labuan Bajo che ci rendiamo conto di come vivono realmente gli indonesiani in luoghi ancora non eccessivamente contaminati dal turismo di massa.

Sbrighiamo una serie di pratiche interminabili all’interno dell’ufficio del resort: prenotazione dell’escursione all’isola di Rinca, della giornata di diving, proviamo le mute e dopo un paio d’ore usciamo da quell’ufficetto un po’ storditi.


Ci imbarchiamo finalmente su di una piccola barchetta dal motore scoppiettante e salpiamo per l’isoletta di Bidadari che si trova a mezz’ora di navigazione.

Eccola, la vediamo in lontananza: un angolo remoto di paradiso.

Descrizione immagine

Sbarchiamo direttamente sulla sabbia, con i piedi a mollo nell’acqua e ci inoltriamo nella fitta vegetazione seguendo un indonesiano dello staff; veniamo condotti direttamente al bungalow, non esiste la reception sull’isola.

10 bungalows in totale, il ristorante coperto è in costruzione, quello all’aperto consiste in 10 tavolini disposti di fronte alla spiaggia, il tutto immerso nel silenzio più assoluto e nella natura.

E’ uno scenario paradisiaco; il resort sembra deserto benchè tutte le camere siano occupate. Il nostro bungalow è strepitoso, enorme, arredato con cura, pulitissimo e profumato; il bagno è incantevole, open air.

 

Leggiamo immediatamente le informazioni sul libretto che troviamo in stanza: i cellulari non funzionano, se non sulla spiaggia principale dove siamo sbarcati, nulla di grave, si trova a 5 minuti a piedi; sull’isola ci sono molte zanzare, ma non sono malariche e ogni pomeriggio passano a spruzzare uno spray per la disinfestazione della camera; potrebbero esserci dei serpenti, ci sono! I nostri amici ne hanno trovato uno in bagno, ma l’addetto del resort è venuto a recuperarlo senza il minimo stupore.

Ecco tutto ciò che ci basta sapere.

La nostra prima giornata la dedichiamo al sole e allo snorkeling sull’house reef; la barriera corallina è molto colorata e la varietà di coralli duri e molli è ancora più incredibile rispetto alle Gili. In poche pinneggiate vediamo tantissimo: ci sono grosse cernie che nuotano vicino a riva, tanto grandi da incutere timore; stupende stelle marine blu, tridacne, nemo, pesci palla, curiosi pesci pipistrello che ci seguono per un po’. Siamo davvero molto soddisfatti da questo snorkeling.

La spiaggia è di sabbia bianca e fine come il borotalco, l’acqua limpidissima, uno spettacolo.


Il giorno seguente lo trascorriamo su di una dive boat, finalmente una giornata da veri subacquei. Faremo due immersioni nel parco marino di Komodo; la guida è molto preparata e disponibile, ci fa il briefing e dopo due ore di navigazione, lontani da qualunque isola abitata, eccoci al nostro primo sito di immersione.

Vestizione, passo del gigante e via, si scende. Per fortuna non c’è troppa corrente, la barriera è la più colorata mai vista, coralli lilla, rossi, azzurri, gorgonie giganti, una tartaruga che si lascia avvicinare, la osserviamo mentre staziona sulla barriera.

Scopriamo nuove specie di nemo, mai visti tanti pesci pagliaccio così diversi, ma accomunati dalla simbiosi con l’anemone. Intorno a noi solo il blu e le nostre bolle.

Non ci sono altre parole per descrivere momenti tanto unici e speciali ed è bello poterli condividere con il proprio fidanzato.

 

La giornata seguente andiamo in escursione all’isola di Rinca per vedere i famosi draghi di Komodo.

Partiamo con la solita barchetta dal motore scoppiettante. Paghiamo l’ingresso al parco e una guida ci accompagna in un trekking di un’ora, durante il quale avvistiamo numerosi varani; un loro morso potrebbe essere letale per l’uomo a causa della quantità di batteri presenti nella loro saliva.

C’è solo un attimo di panico: devo andare alla toilette, sto per aprire la porta ma la guida mi corre incontro urlando; mi blocca, entra nel bagno e fa uscire un drago che stava bevendo l’acqua dal wc. Ho sudato freddo.

Passiamo accanto alle loro tane e talvolta è difficile distinguerli dall’ambiente circostante poiché si mimetizzano alla perfezione.

Al ritorno ci fermiamo - per un tuffo - ad una lingua di sabbia in mezzo al mare, un micro atollino di un colore bianco accecante.

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Le serate trascorse a Bidadari sono molto tranquille e romantiche; si cena in spiaggia, gli altri ospiti del resort bisbigliano, ogni tavolino è illuminato dalla lucina fioca di una lanterna, come sottofondo il rumore del mare e il cielo stellato.

 

La mattina seguente lasciamo l’isoletta, all’alba, il sole sta sorgendo e un velo di malinconia ci assale; invidiamo che rimane in questo paradiso, per loro il sogno continua, per noi sta volgendo al termine. Ancora due giorni a Bali dopodichè rientreremo in Italia.

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BALI: 29 agosto - 31 agosto


Decidiamo di trascorrere gli ultimi giorni di vacanza a Seminyak (Bali); la utilizzeremo come base per spostarci nell’interno e visitare l’entroterra. Scegliamo questa volta l’Ananta Resort, carino ed economico, prenotato in loco.

Andiamo subito a vedere la spiaggia di Seminyak e ci rendiamo conto che non ha nulla a che vedere con le spiagge incantate che abbiamo trovato alle Gili e a Bidadari: sabbia marroncina, acqua non particolarmente invitante, correnti molto forti e onde, adatta ai surfisti.

 

Il giorno seguente ci facciamo portare in taxi al Safari Elephant Park di Taro, vicino ad Ubud.

L’ingresso al parco è piuttosto caro, circa 50 dollari, ma ne vale la pena.

Il contesto è molto bello, gli elefanti sono ben tenuti e hanno molto spazio a disposizione; all’interno è presente anche un resort.

Le guide ce li fanno accarezzare, gli diamo da mangiare e facciamo un piccolo trekking di mezz’ora, con foto finale dentro ad un laghetto.

Ci sono anche gli elefantini, troppo teneri!

 

Al ritorno ci fermiamo ad Ubud, la città degli artisti, per una breve visita.

E' impressionante la quantità di coloratissime bancarelle di artigianato locale che troviamo in questo paesino. Si potrebbero perdere ore a fare shopping contrattando; molto caratteristici sono i batik che ritraggono scene di vita locale.

Proseguiamo per Tanah Lot a cui arriviamo giusto in tempo per il tramonto. Questo tempio si trova sul mare, o meglio spunta dal mare con la bassa marea. Osserviamo il calare del sole in silenzio, come fanno i numerosi turisti che ci circondano, immersi in un’atmosfera quasi mistica.

Siamo purtroppo giunti alla nostra ultima mattinata di vacanza in Indonesia, nel pomeriggio prenderemo il volo di rientro.

 

Decidiamo di visitare il tempio di Ulu Watu; all’ingresso ci fanno indossare dei parei per coprire le gambe. Una guida ci accompagna a fare il giro facendoci giocare con le numerose scimmiette che lo abitano, sono davvero dispettose, una di loro mi salta in testa e mi ruba un elastico per capelli.

Il paesaggio che si ammira dalla scogliera a picco sul mare è stupendo.

La nostra ultima tappa sarà Jimbaran con il suo villaggio di pescatori e il mercato del pesce.

Ultime scene di vita locale: una bella spiaggia su cui sono ammassate le colorate barchette dei pescatori da poco rientrati dalla pesca notturna, alcuni dormono, altri discutono e l'atmosfera è molto vivace.

Ci addentriamo nel mercato - lunghi teloni neri fanno da tetto - sotto ai quali si susseguono numerosi banchetti su cui sono esposti ordinatamente tonni, barracuda, cernie e aimè, qua e là, anche qualche colorato pesce di quelli che ci piace tanto ammirare in immersione.

L’odore è molto forte e si fa fatica a resistere, ma è uno scenario davvero molto tipico.

 

Purtroppo il nostro viaggio in questo meraviglioso paese è terminato, quante emozioni e ricordi ci terranno compagnia nei lunghi mesi invernali che ci attendono in Italia.

 

L’aereo decolla puntuale da Bali e come ogni volta mi piange il cuore nel lasciare questi luoghi incantevoli.

Un altro sogno è andato, chissà dove ci porterà il prossimo, forse ancora Asia, forse Thailandia. Si vedrà…!

Descrizione immagine

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