MAROCCO: 4 giorni a Marrakech - aprile 2014


Per spezzare l’attesa del viaggio estivo, questa volta abbiamo deciso di fare un week end lungo a Marrakech, nel mese di aprile.

Questa incantevole cittadina è l’ideale per staccare la spina e ritrovarsi immersi in un altro mondo; il volo EasyJet dura poco più di 3 ore e senza neanche accorgercene sbarchiamo in Marocco insieme ad una coppia di amici.

 

Pernotteremo al Riad Al Loune all’interno della Medina, ottima scelta. La camera è molto tipica, curata in ogni minimo dettaglio e il bagno carinissimo, tutto in ottone.

Nel riad c’è anche una piccola piscina al centro del cortile e tutt’intorno pouf e divanetti per il relax. Piante grasse e incenso rendono l’atmosfera molto arabeggiante; il silenzio e la quiete di questo luogo sono in forte contrasto con il caos della Medina.

Non perdiamo tempo e poco dopo aver posato i bagagli in camera, ci tuffiamo nel labirinto di vicoletti e in pochi minuti siamo in piazza Djemaa El Fna, il cuore pulsante di Marrakech.

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Molti turisti prendono una guida per girare nella Medina per evitare di perdersi, noi preferiamo invece avventurarci per conto nostro, anche perché perdersi è divertente, si scoprono sempre nuovi angoletti e scorci caratteristici.

La Medina è un susseguirsi di vicoli che si intersecano tra loro, la maggior parte sono letteralmente invasi da bancarelle e negozietti che vendono artigianato locale; alcune viette sono invece deserte, ogni tanto passa un carretto trainato da un asinello o una donnina musulmana velata.

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Ma la Medina è soprattutto caos, urla, mercati, motorini, carretti, bambini che corrono, negozianti che cercano insistentemente di convincerti ad acquistare l’ennesima ciotolina.

 

Facciamo un giro su un calesse trainato dai cavalli sotto il sole cocente, questo ci permette di avere un’idea d’insieme delle varie locations da visitare; nonostante sia solo aprile le temperature raggiungono i 35° nelle ore più calde.

 

Davanti alla moschea della Koutoubia - la più importante di Marrakesh, in cui i turisti non possono entrare - veniamo abbordati da una guida locale e questa volta accettiamo di seguirlo; ci spiega alcune usanze del popolo marocchino e alla fine del giro ci conduce, naturalmente, nel negozio di tappeti di un amico.

Qui ci viene servito il thè alla menta e a seguire ci mostrano come vengono fatti i tappeti dalle donne berbere.

 

Quando però capiscono che non vogliamo acquistare nulla ci cacciano in malo modo; non mi stupisco, ero preparata.

I giorni seguenti visitiamo le principali attrattive della città, i vecchi palazzi dei sultani, Palais de la Bahia e Palais El Badi, le tombe Saadiane, la scuola coranica Medersa Ben Youssef, i giardini Majorelle con la villa in stile liberty in cui visse Yves Saint-Laurent e facciamo anche un giro nella parte moderna di Marrakech, che per noi non ha nulla di interessante.

Le concerie le visitiamo un po’ frettolosamente per timore di essere nuovamente abbordati da qualche guida improvvisata; è molto interessante il percorso per arrivarci, i vicoli si stringono sempre di più e ci si ritrova nella parte più povera e trasandata della Medina.

Il caldo ci obbliga a fermarci più volte in una stessa giornata ed eleggiamo a nostro “rifugio” preferito il Grand Hotel Tazi, un vecchio hotel lussuoso lasciato andare completamente in decadenza che però è uno dei pochi posti a servire birra; ci ritorniamo 2/3 volte al giorno, per una pausa, una birra, tante olive per me e c’è anche il wi-fi.

Non so perché ma ci siamo affezionati a questo albergo decadente, con le poltrone di pelle luride nella hall, ma al tempo stesso pieno di fascino.

 

Al tramonto ci si ritrova in Djemaa El Fna, gli incantatori di serpenti cercano di racimolare qualche spicciolo dai turisti e lo stesso fanno con le scimmiette ammaestrate.

All’imbrunire la piazza si riempie di una miriade di bancarelle che grigliano carne e i fumi invadono il cielo creando un'atmosfera davvero infernale.

Cenare in piazza con spiedini di agnello, tajine e cous cous è d’obbligo. La quantità di gente, locali e turisti, che affolla la piazza è incredibile.

 

Dei nostri 4 giorni a Marrakech, uno lo dedichiamo ad un’escursione in giornata ad Essaouira, cittadina di pescatori sulla costa. Un vero gioiellino, con la sua piccola Medina tutta bianca e blu; anche qui tanti mercati, bancarelle e ristorantini di pesce. Facciamo un giro al porto con le sue barchette blu e una passeggiata in spiaggia.

 

L’ultimo giorno acquistiamo souvenirs, ovviamente contrattando. Fino a poco prima di andare in aeroporto giriamo per la Medina senza sosta, anche se dopo 4 giorni ci sembra di ambientarci abbastanza bene, continuiamo a perderci ma ci ritroviamo per l’ennesima volta al Tazi; ultima birra e olive e ci rifugiamo ancora un attimo nella quiete del nostro riad.

 

La mini vacanza è già terminata e noi partiamo pienamente soddisfatti.

 

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