TANJUNG PUTING NATIONAL PARK: alla ricerca degli orango tango a bordo di un klotok

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Il Tanjung Puting National Park si trova nell’ancora poco turistico Borneo indonesiano, nella regione del Central Kalimantan.

Quando nell’agosto del 2012 abbiamo deciso di includere all’interno del nostro itinerario in Indonesia questa tappa, non potevo di certo immaginare che sarebbe stata una delle nostre esperienze di viaggio più incredibili.

All’interno del parco è possibile avvistare orango tango e scimmie nasiche in completa libertà navigando uno o più giorni lungo le tranquille sponde del fiume Sekonyer.


Come si raggiunge:

La famosa Air Asia, che vanta collegamenti per quasi ogni angolo del Sud-est asiatico, anche il più sperduto, non vola tuttavia su Pangkalan Bun.

Noi abbiamo volato con Kal Star Aviation da Giacarta a Pangkalan Bun, ma ci sono collegamenti anche da Surabaya, Giava; se si parte da Bali bisogna fare scalo a Giava.

Le compagnie aeree indonesiane che operano i collegamenti con il Borneo sono in black list, nonostante ciò ci siamo trovati bene, sia come aeromobili che come puntualità.

Avendo organizzato il viaggio in completa autonomia, non siamo riusciti ad acquistare dall’Italia il biglietto aereo per il Borneo. Queste piccole compagnie consentono l’acquisto online solo se il pagamento viene effettuato tramite carta di credito indonesiana.

Abbiamo quindi aspettato di arrivare a Giacarta, dove abbiamo cercato un’agenzia di viaggi presso la quale acquistare i biglietti.

 

I tours nel parco sul klotok:

Una volta atterrati a Pangkalan Bun, ci si sposta in macchina - circa mezz’ora - nel paesino di Kumai, porto di partenza per l’esplorazione del Tanjung Puting National Park.

I tours possono essere acquistati su internet o in alternativa prenotati direttamente in loco.

In aeroporto a Pangkalan Bun le guide del parco si piazzano nell’area degli arrivi con i loro banchetti ed è quindi molto semplice lasciarsi “abbordare” e partire per il tour nel giro di poche ore.

 

Vengono organizzate escursioni di 2/3/4 giorni fino ad un’intera settimana e si svolgono a bordo dei klotok, tipiche imbarcazioni indonesiane.

Si può scegliere di prenotare un intero klotok tutto per sè - soluzione scelta da noi - oppure di aggregarsi ad altri visitatori (fino a 8 persone per barca), cosa che sconsiglio in quanto gli spazi sulla barca sono ristretti e i bagni molto spartani.

Per 3 giorni di tour con klotok privato abbiamo speso 200€ a testa (agosto 2012); il prezzo è assolutamente contrattabile.

Prima di salpare da Kumai le guide fanno la spesa in paese, cibo e scorte di acqua, caricano i bagagli a bordo, depositano le cibarie in un finto frigo di polistirolo e si parte!

 

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Il klotok e le feeding stations:

Il nostro klotok è il Kingfisher e l’equipaggio è costituito da Azie, la guida, il barcaiolo e il suo figlioletto.

La barca ha due piani, quello di sotto per l’equipaggio e quello di sopra per noi due. Ci dotano di tavolino, un paio di sedie e un materasso buttato per terra.

Le acque del fiume Sekonyer sono molto tranquille e il klotok dondola minimamente, questo permette di godersi la navigazione in totale serenità.

Allontanandosi dal porto, il paesaggio diventa incontaminato e il letto del fiume si restringe sempre di più man mano che ci si addentra nella giungla, fino a che, in alcuni punti, le fronde degli alberi avvolgono completamente la barca.

Il verde della vegetazione è accecante e il silenzio interrotto solo dal canto perenne delle cicale.


I campi di avvistamento degli orango tango si trovano ad alcune ore di navigazione da Kumai e l’avvistamento di questi bestioni è quasi sempre garantito.

Gli orango tango vivono nel parco del Tanjung Puting in completa libertà; tuttavia la loro dieta viene integrata con latte e banane, che rappresentano il loro goloso richiamo (e che ovviamente permette a noi turisti di osservarli da vicino).

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Le feeding stations si raggiungono con brevi trekkings - circa mezz’ora - all’interno della giungla; i rangers richiamano gli orango imitandone i versi e dopo pochi minuti si sentono dei fruscii. Le piante si piegano sotto al peso del maestoso orango dominante che si avvicina alla piattaforma per fare colazione.

Noi visitatori dobbiamo osservare la scena in assoluto silenzio a pochi metri di distanza e, se si ha un buon obiettivo, si riescono a scattare dei primi piani memorabili.

L’orango dominante termina la sua colazione in solitaria, gli altri orango del gruppo aspettano pazientemente il loro turno sugli alberi intorno e solo quando lui si allontana hanno il via libera per la loro razione quotidiana di latte e banane. Talvolta qualche macaco si aggrega per partecipare al banchetto.

Gli avvistamenti durano dalla mezz’ora all’ora, non appena gli orango finiscono di cibarsi spariscono nella giungla, fino al giorno seguente.


I rangers vivono nei campi base a pochi metri dalle piattaforme di avvistamento all’interno di rusticissime capanne di legno. Il loro contatto giornaliero con gli orango, anche e soprattutto a scopo di indagini, censimenti, cure in caso di malattie e gestione dei cuccioli rimasti orfani, ha fatto sì che alcuni esemplari siano diventati quasi domestici. Questi ultimi si avvicinano a noi turisti incuriositi, una mamma orango fa le capriole e ci accompagna alla feeding station, un’altra mamma tiene a braccetto il suo cucciolo e prende a braccetto anche me!

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Clima, malaria e varie:

Ad agosto nel Kalimantan abbiamo trovato giornate soleggiate e molto calde. L’umidità all’interno del parco del Tanjung Puting è pazzesca, a tal punto che la notte il sacco lenzuolo si bagnava. Le temperature salgono ulteriormente quando ci si addentra nella giungla per gli avvistamenti.

Consiglio di portare con sè sali minerali da sciogliere nell’acqua (ma da tenere ben nascosti! Gli orango sono molto attratti dalle bibite colorate e cercano di rubacchiarle).


La malaria è endemica e diffusa in tutto il Borneo; noi abbiamo deciso di non fare la profilassi antimalarica e di utilizzare spray repellenti per le zanzare. E’ naturalmente necessario indossare abiti coprenti e cospargersi di spray continuamente (ogni ora), soprattutto durante i trekkings nella giungla e al tramonto sul klotok.

Benchè sentissimo le zanzare ronzarci attorno, adottando queste precauzioni in modo ferreo non siamo stati punti nemmeno una volta.


I cellulari funzionano solo a Kumai, il porto di partenza; man mano che ci si addentra nella giungla il segnale diventa sempre più debole, fino a sparire completamente. Si rimane quindi isolati senza poter comunicare fino al rientro.

C’è solo un punto, in uno dei campi di avvistamento in cima ad una torretta, in cui i cellulari - ma solo quelli indonesiani - prendono il segnale; per cui in caso di emergenza ci si può affidare alla propria guida.


Indispensabili: la pila frontale, l’asciugamano, il sacco lenzuolo.

L’acqua in bottiglia per lavarsi i denti (e per bere) viene acquistata prima della partenza.

La zanzariera è presente a bordo.

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La vita a bordo:

Le giornate sul klotok sono scandite da ritmi ben precisi.

La mattina ci si sveglia all’alba, intorno alle h 6.00, il sole sorge presto in Borneo ad agosto. Azie, la nostra guida, ci prepara la colazione nel vano motori del klotok, che fa anche da cucina.

Insieme a noi si risveglia la natura: fruscii tra le fronde, il canto delle cicale diventa più forte, i gibboni urlano, le scimmie nasiche saltano da un albero all’altro. 

Ci si mette in navigazione per raggiungere il primo campo di avvistamento e si ozia a bordo, circondati da questo magnifico spettacolo della natura, seduti sulle nostre due uniche sedie o sdraiati per terra sui materassi.

 

Dopo aver visitato il primo campo è ora di pranzo. Azie si rivela un ottimo cuoco e ci prepara riso, pollo o pesce, spinaci e anguria.

I piatti vengono lavati nell’acqua del fiume naturalmente; questo ci ha suscitato qualche preoccupazione, dato che lo scarico del bagno finisce anch'esso nelle acque del fiume, ma non abbiamo avuto alcun problema intestinale.

Dopo pranzo si prosegue la navigazione verso il secondo campo di avvistamento.


I klotok che incontriamo durante le nostre giornate non sono molti; questa formula di viaggio per fortuna non è ancora così conosciuta e nemmeno troppo ambita, dato l’alto livello di adattamento richiesto. Questo permette di godersi un’esperienza unica in un luogo ancora incontaminato.


Al termine del secondo trekking sono le h 16.00 e solo due ore ci separano dal buio.

Facciamo la doccia nel piccolo bagnetto del klotok utilizzando il mandi, il mestolino con il quale si attinge l’acqua dal secchio, la stessa acqua che si utilizza per il wc. Ero titubante all’inizio, a causa dei parassiti che possono essere presenti nel fiume, ma anche in questo caso non abbiamo avuto assolutamente nessun problema. Inoltre, dopo ben due trekkings nella giungla con un caldo umido insopportabile, un po' di refrigerio è l'unica cosa che si desidera.

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Alle h 18.00 diventa buio e si aspetta l’ora di cena; il tempo scorre lentamente. Non si riesce a leggere, non c’è l’elettricità a bordo. La pila frontale bisogna conservarla per la notte.

Così un po’ si chiacchiera, un po’ si sta in silenzio, si ascoltano i rumori della giungla, ma soprattutto ci si cosparge continuamente di spray anti zanzare. Si sa che al tramonto il rischio malaria si accentua.

 

Azie ci serve la cena a lume di candela e alle h 20.30 ci mettiamo a dormire sui nostri due materassi, per terra, sotto alla zanzariera.

Quando anche l’equipaggio al piano di sotto spegne la pila, si piomba in un buio assoluto, il nero della notte ci circonda; le cicale continuano a cantare e ogni tanto l’urlo di qualche gibbone ci fa sussultare.

La notte è lunga andando a dormire così presto e l’umidità tremenda, tanto che ci copriamo con la coperta di pile. Proprio a causa dell’umidità dobbiamo andare in bagno quasi ogni due ore e qui la pila frontale diventa fondamentale.


Alle h 6.00 Azie ci dà la sveglia, una nuova giornata ha inizio e noi ci sentiamo davvero felici e fortunati per ciò che abbiamo vissuto.

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