THAILANDIA: Bangkok e isole - agosto 2011

 

Informazioni

 

La Thailandia è il paese più turistico del sud-est asiatico e quello che si presta alla perfezione al viaggio fai da te. E’ quindi semplice organizzarsi in loco, senza prenotare dall’Italia le strutture in cui pernottare, data l’ampia scelta tra budget accomodations, hotels e resorts anche molto lussuosi.

 

I nostri mesi estivi coincidono con il periodo dei monsoni; ad agosto il tempo dovrebbe essere migliore sulla costa est (dove si trovano le isole di Koh Samui, Koh Phangan, Koh Tao) e più piovoso sulla costa ovest (dalla parte di Phuket, Koh Phi Phi, Krabi). Per noi è stato l’esatto contrario, ovvero ha piovuto dove doveva esserci il sole e c’è stato il sole dove doveva piovere.

Di conseguenza è tutta questione di casualità e fortuna. I monsoni in Thailandia si traducono in piogge anche molto forti e spesso il cielo rimane coperto per qualche giorno, ma non mancano le giornate di sole.

 

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Era solo marzo quando abbiamo deciso di acquistare due biglietti della Air France destinazione Bangkok. E così un altro bel viaggio da aspettare e sognare per quattro lunghi mesi, fino al 21 luglio, data della nostra partenza.

 

Durata del soggiorno: 3 settimane

Itinerario: Bangkok, Koh Phangan, Koh Tao, Koh Nang Yuan, Krabi, Koh Phi Phi, Phuket, Bangkok

Volo Air France: Torino - Parigi, Parigi - Bangkok

Volo Bangkok Airways: Bangkok - Koh Samui

Volo Air Asia: Phuket - Bangkok

 

BANGKOK: 22 luglio - 24 luglio


Atterriamo puntuali al maestoso Suvarnabhumi Airport di Bangkok e in un attimo ci ritroviamo in un caratteristico taxi fuxia che ci porta in Khao San Road al New Joe Guest House.

 

Abbiamo scelto questa modesta ma tipica sistemazione soprattutto per la sua ubicazione in una delle vie più caratteristiche della città, Khao San Road, frequentata esclusivamente da backpackers.

Descrizione immagine

Appena scesi dal taxi mi ritrovo immersa nell’allegra atmosfera di questo luogo. Bancarelle di ogni tipo invadono la strada, quasi impedendo il passaggio alle macchine: cibo, vestiti, accessori, cianfrusaglie, insegne di tatuaggi e di massaggi, ristoranti, locali, musica; profumi, odori e colori si mescolano rendendo questa via davvero magica.

La camera del New Joe è molto semplice e decisamente vecchia, con un piccolissimo bagno un po’ angusto, ma pulita; per il prezzo che paghiamo va più che bene, tenendo anche conto del fatto che saremo sempre in giro.


Il giorno seguente ci rechiamo a visitare il Wat Arun, tempio simbolo di Bangkok e salendo fino in cima si gode di una splendida vista sulla città e sul fiume Chao Praya; decidiamo quindi di fare un giro per i canali su di una long tail boat tutta per noi. Le capanne sulle palafitte offrono numerose scene di vita locale: donnine che fanno il bucato, bambini che si tuffano nelle acque marroni del fiume, uomini che pescano e un varano enorme che si scalda al sole a pochi metri da noi.

 

Per pranzo andiamo al Siam Paragon, centro commerciale di lusso; all’interno - oltre alle solite vetrine super griffate, concessionari e tecnologia - un intero piano è dedicato a ristoranti di ogni tipo: giapponese, italiano, indiano, messicano, caffetterie, gelaterie.

Nel pomeriggio proseguiamo per il Chatuchak market, il mercato più grande che abbia mai visto, che si svolge solo nel week end; veri è propri corridoi si diramano in tutte le direzioni, il caldo è soffocante. Purtroppo non abbiamo comprato quasi nulla poichè essendo al primo giorno di vacanza non volevamo appesantirci; è stato un peccato perché rispetto agli altri mercati la qualità dei prodotti era superiore: artigianato locale, batik, pashmine, borse e accessori di ogni tipo. Nella parte dedicata agli animali troviamo cuccioli di cani, gatti e conigli in vendita, tenuti apparentemente abbastanza bene, alcuni all’interno di negozietti con l’aria condizionata, spazzolati, vestiti e infiocchettati.

Descrizione immagine

Come prima giornata direi che possiamo ritenerci più che soddisfatti. Ceniamo in Khao San Road in compagnia di altre due coppie di amici - anche loro di passaggio a Bangkok - e dopo cena facciamo un salto a Patpong, quartiere a luci rosse pieno zeppo di locali, discoteche, travestiti, donnine e l’ennesimo mercato, solo notturno.

 

La mattina seguente ci rechiamo in taxi ad Ayutthaya, antica capitale del Siam.

Trascorriamo alcune ore passeggiando tra un sito e l’altro, magnifici e maestosi templi si susseguono e si prestano a fotografie meravigliose; ci sono anche gli elefanti, ma fanno un po’ pena, obbligati ad intrattenere i turisti con spettacolini in cui ballano a tempo di musica.

Il sole e il caldo cominciano a diventare insopportabili, decidiamo quindi di rientrare a Bangkok.

 

Per pranzo un’ottima pizza all’italiano in Khao San Road e poi si prosegue per il Grand Palace, che però è già chiuso, riusciamo ad accedere solo al tempio dove si trova il Big Buddha Sleeping, 46 metri di lunghezza. Ritorneremo al Grand Palace a fine vacanza.

Ultima serata passata a girare da un locale all’altro in compagnia dei nostri amici e la mattina seguente si vola al mare.

KOH PHANGAN: 25 luglio - 28 luglio


Con un volo della Bangkok Airways atterriamo a Koh Samui e prendiamo la barca veloce che ci porta a Koh Phangan, nel golfo della Thailandia, la nostra prima tappa al mare.

Questa è senza dubbio l’isola più caratteristica e tipicamente thai rispetto alle altre che vedremo.

La vita a Koh Phangan sembra essersi fermata a qualche decennio fa; benchè il turismo sia molto sviluppato, la popolazione locale vive ancora in fatiscenti capanne di legno, spesso senza elettricità, all’interno della giungla.

 

Decidiamo di farci portare in fuoristrada alla spiaggia di Thong Nai Pan Yai, dove andremo alla ricerca di un bungalow; la strada per arrivarci è in parte sterrata e parecchio dissestata, cerchiamo di memorizzarla, dato che, la sera seguente, dovremo ripercorrerla in motorino per andare ad Haad Rin beach, la famosa spiaggia del Full Moon Party.

Arriviamo finalmente a destinazione: una spiaggia di sabbia bianca, orlata da palme, l’acqua verde, la giungla alle spalle, cosa desiderare di più?! Troviamo un bungalow delizioso direttamente sulla spiaggia, al Nice Beach Bungalow Resort. Trascorriamo la nostra prima giornata nell’ozio più totale, sole e lunghi bagni nelle calde acque di Koh Phangan.

La sera ceniamo nel ristorantino del resort, i tavoli sono in riva al mare e le poche lucine delle strutture rendono il luogo davvero suggestivo; dopo cena si assiste allo show dei ragazzi locali che fanno spettacoli con il fuoco e poi si va a dormire, null’altro da fare la sera in questo paradiso.


Il giorno seguente lo dedichiamo alle immersioni. Un po’ lungo il trasferimento per arrivare al sito di immersione: long tail boat con la quale passiamo a recuperare altri sub, barcone e 1h30 di navigazione con mare non proprio tranquillo.

Siamo in molti sulla barca e dobbiamo suddividerci in gruppi, il che crea un po’ di confusione. Arrivati a Sail Rock, un pinnacolo in mare aperto, indossiamo l’attrezzatura, buddy check ed entriamo in acqua. Dobbiamo nuotare contro corrente per diversi metri e sono già stanca prima di iniziare l’immersione.

 

Scendiamo nel blu, la corrente è piuttosto forte e purtroppo la visibilità non è buona, ma intorno a questo pinnacolo c’è una vita marina incredibile; mai vista una tale quantità di pesce, barracuda giganti e banchi di fusolieri, tanto che se ci si guarda attorno non si vede un fazzoletto di mare libero. Passiamo all’interno di una grotticina e si risale. Peccato per la scarsa visibilità.

La seconda immersione è molto simile alla prima. Ci immergeremo ancora, ma preferiamo farlo a Koh Nang Yuan, isoletta di fronte a Koh Tao e paradiso dei divers.

Il giorno seguente affittiamo il motorino e facciamo il giro dell’isola.

Le stradine che conducono alle spiagge sono quasi sempre in pessime condizioni, totalmente sterrate e con veri e propri crepacci che le attraversano, bisogna quindi prestare molta attenzione. Andando in giro ci rendiamo conto che la spiaggia di Thong Nai Pan Yai, dove noi soggiorniamo, è la più bella; subito accanto si trova Thong Nai Pan Noi, sulla quale si affaccia il resort di più alto livello di tutta l’isola, il Panviman Resort, frequentato principalmente da coppie in viaggio di nozze.

 

La sera decidiamo di avventurarci nella traversata notturna dell’isola in motorino, per arrivare ad Haad Rin beach, la spiaggia del Full Moon Party; dopo 45 minuti di strada a tratti asfaltata e non, nel bel mezzo della giungla, ormai all’imbrunire arriviamo a destinazione.

 

Siamo nella parte più turistica di Koh Phangan, un vivace paesino pieno di negozietti, ristoranti e locali che si affaccia su di una spiaggia profonda, che - una volta al mese - diventa una discoteca a cielo aperto. Essendo il Full Moon Party appena passato, c’è molta tranquillità.

Ceniamo a lume di candela con riso, due pescetti, patata bollita e una banana e ce ne torniamo indietro.

Descrizione immagine

Il rientro in motorino è divertente, ma anche un po’ inquietante. E' buio pesto, appena ci allontaniamo da Haad Rin beach non ci sono più luci intorno a noi, siamo nella giungla, la lucina fioca del motorino ci indica la strada, i cellulari non prendono e abbiamo davanti 45 minuti di viaggio. Fruscii tra le palme, versi di uccelli e scimmie e chissà cos’altro si cela nel fitto delle vegetazione, ci fanno più volte sussultare, ma fila tutto liscio e arriviamo sani e salvi al nostro bungalow.

 

Contenti per aver scovato fin dal primo giorno la spiaggia più bella dell’isola, decidiamo che è tempo di procedere verso la nostra seconda tappa, Koh Tao; e così nuovamente fuoristrada e barca veloce, peccato che il bel tempo ci abbandoni e che il sole lasci il posto ad un cielo grigio che ci accompagnerà per i prossimi tre giorni (non ci stupiamo, d’altronde siamo in piena stagione monsonica e sapevamo di correre questo rischio).

Descrizione immagine

KOH TAO: 29 luglio - 31 luglio


L’arrivo a Koh Tao è abbastanza stancante; dobbiamo trovare una sistemazione per i prossimi due giorni, ma non sarà un’impresa facile. Affittiamo un motorino e con mappa dell’isola alla mano cominciamo a girare per vedere qualche struttura.

Non abbiamo le idee molto chiare e girovaghiamo senza troppo criterio, perdendo così un sacco di tempo.

Seguiamo le indicazioni dei resorts che troviamo per strada e ci ritroviamo a percorrere nuovamente stradine sterrate e ripidissime con gli zaini in spalla e un caldo soffocante; le prime strutture che troviamo, a Shark Bay, baietta molto carina, sono di altissimo livello e hanno dei prezzi inavvicinabili.

 

Sono già trascorse 2 ore, siamo distrutti e il cielo diventa nero; si alza un vento fortissimo e decidiamo quindi di dirigerci a Sairee beach, la località più turistica dell’isola, dove scegliamo il primo bungalow che ci capita - Sairee Cottages - giusto pochi minuti prima che si scateni una vera e propria tempesta tropicale.

Il villaggetto è molto caratteristico, i bungalows sono immersi in un bel giardino esotico, tra le palme a pochi metri dalla spiaggia.

Koh Tao è un’isola molto frequentata, lungo Sairee beach si susseguono centri diving a non finire, ristoranti, bungalows, supermercatini, bancarelle e la vita notturna è abbastanza vivace.

 

Il giorno seguente, nonostante il brutto tempo, non ci lasciamo scoraggiare e decidiamo di recarci sull’isoletta di fronte, Koh Nang Yuan, per prenotare in anticipo la struttura dove trascorreremo altri quattro giorni della nostra vacanza. Contrattiamo il prezzo della breve traversata (20 minuti) con un taxi boat ed eccoci sull’isoletta, o meglio, tre isolette stupende collegate tra loro da lingue di sabbia che spariscono con l’alta marea.

Trattandosi di un parco naturale paghiamo l’ingresso (2€) e ci assicuriamo il nostro posticino in paradiso prenotando un bungalow nell’unico resort dell’isola, il Nangyuan Island Dive Resort; arriveremo tra due giorni. Decidiamo quindi di rientrare a Koh Tao, il tempo sta peggiorando, il mare è molto mosso e la piccola barchetta di legno che ci riporta indietro viene sballottata su e giù dalle onde senza pietà, facendoci temere per un possibile ribaltamento che per fortuna non avviene.


Anche il giorno seguente il tempo non accenna a migliorare; girovaghiamo per l’isola in motorino, andiamo a scovare le calette più nascoste e ci fermiamo a prendere un pallido sole prima che si scateni nuovamente il diluvio universale.

La sera la trascorriamo in giro per i localini sulla spiaggia e ci concediamo un rilassante massaggio per pochi euro.

La mattina seguente eccoci a Koh Nang Yuan.

 

KOH NANG YUAN: 1 agosto - 4 agosto


Koh Nang Yuan, la punta di diamante del nostro viaggio. Tre isolette, su quella centrale la reception, il ristorante e il diving del Nangyuan Island Dive Resort, sulle altre due i bungalows immersi nella vegetazione. Ce ne sono per tutte le tasche: a partire dai 30€ la camera fino ai 300€ per la super villa sul mare con jacuzzi; le sistemazioni più economiche si trovano sull’isoletta meno accessibile che, la sera, a causa dell’alta marea, rimane totalmente staccata dalle altre due, quindi per andare e tornare dal ristorante bisogna attraversare un tratto di mare con l’acqua altezza vita.

Noi abbiamo scelto una via di mezzo, un bungalow molto carino - sull’isoletta più facilmente accessibile - con una vista mozzafiato e abbarbicato in cima alla collina; solo un po’ faticoso arrivarci, dovendo percorrere una scalinata lunghissima in mezzo alla vegetazione e un caldo da morire.

Da premettere che a Koh Nang Yuan non c’è assolutamente nulla da fare, se non prendere il sole e fare immersioni. La sera il ristorante chiude alle h 22, le luci vengono spente e si rimane in compagnia del rumore del mare.

 

Finalmente è tornato il bel tempo e la prima mattina la dedichiamo al relax in spiaggia; i colori dell’acqua sono incantevoli, di un azzurro meraviglioso, la sabbia è bianchissima, le lingue di sabbia e le piscine naturali sono la principale attrazione dell’isola. Unica nota dolente, a partire dalle h 10 fino alle h 15 arrivano orde di turisti che vengono in giornata da Koh Samui e rovinano decisamente l’atmosfera; sulla spiaggia vengono piazzati lettini e ombrelloni e le piscine naturali si riempiono di cinesini che fanno finta di fare snorkeling con i loro giubbetti di salvataggio.

 

La barriera corallina è discreta e si trova a pochi metri da riva, ma per vedere davvero dei bei fondali bisogna fare diving, e quindi nel pomeriggio faremo un’immersione.

Partenza direttamente dalla spiaggia, ci allontaniamo di diversi metri e scendiamo. Ci ritroviamo in un acquario; la visibilità è ottima, la temperatura dell’acqua 29° e non c’è corrente, decisamente un’immersione facile e poco profonda che ci permette di goderci al massimo le bellezze sottomarine. Vediamo nemo, razzette maculate e murene negli anfratti, pesci palla mascherati, chirurgo, balestra, farfalla. Siamo davvero soddisfatti e fissiamo altre due immersioni dalla barca la mattina seguente.

 

Fortunatamente il tempo si è aggiustato e fino a fine vacanza troveremo sempre sole.

I siti di immersione si raggiungono in mezz’ora di navigazione e così eccoci a Chumphon Reef, a detta di molti il miglior sito della zona. La barriera è molto bella e colorata, ricca di grotte e anfratti, scende a strapiombo e noi ci fermiamo a quota - 24 metri, sospesi nel vuoto. Ciò che più mi è piaciuto sono le vaste distese di anemoni rossi, blu, rosa, sembrano dei prati sottomarini, pieni di nemo di tutte le dimensioni e poi ancora foltissimi banchi di fusolieri che ti permettono di nuotare in mezzo a loro. Non mancano come sempre i vari pesci colorati, razzette, murene e l’immersione è resa ancora più divertente dal passaggio in alcune grotte.

Il secondo tuffo sarà nello stesso sito del giorno prima, ma questa volta abbiamo affittato la macchina foto subacquea e facciamo splendidi scatti.

Pomeriggio di relax e sole, bagni e foto sulle lingue di sabbia, la sera una splendida stellata e crolliamo prestissimo per la stanchezza post immersioni.

 

Il giorno seguente ancora diving, di nuovo Chumphon Reef, sempre strepitoso, e White Rock, un altro acquario meraviglioso.

Il pomeriggio si sta in spiaggia fino all’imbrunire, finalmente i visitatori giornalieri se ne sono andati e l’isola è tutta per noi; saremo in totale una ventina di persone.

Ci godiamo un ultimo tramonto e siamo un po’ malinconici perché i nostri giorni in questo paradiso sono terminati. E’ giunto il momento di spostarsi sulla costa ovest della Thailandia.


KRABI: 5 agosto - 6 agosto


L’attraversamento della Thailandia per raggiungere la località di Krabi, nel mar delle Andamane, si rivela abbastanza impegnativo; il Nangyuan Island Dive Resort ci prenota il trasferimento, ma da 6 ore di viaggio che dovevamo fare, ne abbiamo fatte 10.

Barca veloce, pullman, mini van, un viaggio lungo e con un caldo insopportabile e ancora long tail boat da Krabi città che ci lascia a Railay beach con i piedi a mollo. E’ già buio e dobbiamo ancora trovare da dormire; prenotiamo un bungalow al Sea Sand Resort e crolliamo distrutti.

 

I paesaggi di Krabi sono totalmente diversi dalle altre isole su cui siamo stati fino ad ora; ci sono dei faraglioni calcarei altissimi che si innalzano in mezzo ad un mare verdissimo e l’erosione dell’acqua crea all’interno di queste rocce delle caverne.

 

Le giornate a Railay beach trascorrono tranquillamente, una manciata di resorts sulla spiaggia e poca vita notturna. Ci facciamo portare in taxi boat sulle isolette di fronte, tra cui Chicken island, sulle quali non ci sono strutture per pernottare e proprio per questo ancora più meravigliose; la sabbia è di un bianco accecante e l’acqua di un azzurro quasi fluorescente.

Rimaniamo a Krabi un solo giorno e decidiamo di spostarci a Koh Phi Phi.

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KOH PHI PHI: 7 agosto - 8 agosto


Barca veloce e in 1h30 siamo a Koh Phi Phi Don, una bellissima isoletta che pullula di giovani, con delle spiagge da togliere il fiato e così piccola da poterla girare a piedi. Fatichiamo a trovare una camera, siamo ormai ad agosto e molte strutture non hanno più disponibilità; dopo una lunga ricerca troviamo un bungalow molto carino ma stranamente poco costoso all’Anita Resort.

Senza perdere tempo prendiamo un taxi boat e ci facciamo portare a Koh Phi Phi Leh, appena di fronte, l’isola su cui hanno girato il film “The Beach”.

 

Il mare è un po’ mosso e il barcaiolo sostiene di non poterci scaricare direttamente sulla spiaggia di “The Beach”, Maya Bay; così dobbiamo arrivarci
in altro modo, ovvero tuffandoci in mare, nuotando, aggrappandoci ad una corda con gli scogli scivolosi a pelo d’acqua e a fatica arrampicarci su da un groviglio di corde, un po’ pericoloso, ma ne è valsa la pena.

Koh Phi Phi Leh è una riserva naturale, l’unica struttura in cui pernottare è un campeggio; percorrendo un sentierino in mezzo alla vegetazione tropicale sbuchiamo sulla famosa spiaggia: bellissima, una laguna dai colori accesi delimitata da faraglioni altissimi, un incanto!

Peccato per il gran numero di turisti che la rendono un po’ affollata.

Descrizione immagine

Invidiamo chi campeggia sull’isola e se la può godere in solitudine, la mattina presto e la sera.

Facciamo rientro a Koh Phi Phi Don ancora estasiati per la magnifica giornata e ci prepariamo per la serata.

 

Il paesino è molto vivace e trascorriamo un po’ di tempo a girare per le viette piene di bancarelle, ristoranti, internet points, piccole agenzie di viaggi; prenotiamo in un internet point l’hotel per Phuket, nostra prossima tappa, e quello per Bangkok prima del rientro.

Dopo cena la spiaggia si affolla di giovani che si scatenano, discoteche, spettacoli con il fuoco e tanto alcool.

Ritorniamo in bungalow e capiamo subito perché costava così poco: le pareti vibrano e sembra di avere la discoteca nella stanza, è impossibile dormire fino alle 3 di notte, quando finalmente cala la quiete.

 

Il giorno seguente stiamo in spiaggia a prendere il sole ininterrottamente, affittando ombrellone e lettino. La mattina in giro c’è pochissima gente, arrivano tutti verso l’ora di pranzo e così ci godiamo il paradiso in santa pace.

Si sta così bene che non vorremmo più andarcene, ma il tempo passa e ci avviciniamo alla nostra ultima tappa al mare, Phuket.

PHUKET: 9 agosto - 10 agosto


Nuovamente barca veloce che ci porta in 1h30 a Phuket; grazie ad un offerta last minute prenotata tramite internet, abbiamo trovato una camera in un bel resort a Patong Beach, la località più turistica e mondana dell’isola.
Soggiorneremo quindi per la nostra ultima notte al mare al Patong Bay Garden Resort.

 

L’hotel si trova direttamente sulla spiaggia e ci rendiamo immediatamente conto della differenza rispetto ai luoghi che abbiamo visitato fino ad ora; il posto è comunque molto bello, ma di certo non ha il fascino esotico e selvaggio delle altre isole.

Patong Beach è una spiaggiona lunga e profonda, il mare in quel tratto è mosso con correnti molto forti e si possono trovare tutte le attrattive che i turisti alla ricerca di divertimento potrebbero desiderare, ovvero parasailing, sci d’acqua, moto d’acqua, bananone.

Trascorriamo il pomeriggio in spiaggia a fare il bagno tra le onde, ma a Phuket si viene più che altro per vivere la notte. Per cenare c’è un’ampia scelta di ristoranti per tutti i gusti e in giro per le vie è pieno di mercatini e bancarelle, una piccola Bangkok.

Dopo cena ci rechiamo in Bangla Road, la via dei locali e dei go go bar. Musica fortissima, tantissimi giovani, travestiti, ballerine, un’atmosfera molto vivace e divertente.


Mattinata in spiaggia e ultimo bagno; siamo un po’ malinconici, è davvero giunto il momento di rientrare a Bangkok per i nostri ultimi due giorni di vacanza.

BANGKOK E RIENTRO: 10 agosto - 12 agosto


Volo Air Asia da Phuket a Bangkok e, per concludere in bellezza, abbiamo prenotato due notti in uno degli hotels più caratteristici della città, il Bangkok Marriott Resort & Spa.

L’hotel si trova sulle rive del fiume Chao Praya, è molto lussuoso; la camera è ovviamente dotata di ogni comfort e il servizio è impeccabile.

Il buffet della colazione è incredibile: delizie di ogni tipo, cioccolatini artigianali, crêpes e pancakes da farcire con le creme più svariate, brioches dolci e salate, prosciutto cotto al forno affettato sul momento, sushi, risi e noodles, macedonie, frutta e verdure.

Essendo l’hotel decentrato, ogni 30 minuti viene messa a disposizione una giunca che gratuitamente porta gli ospiti al main pier da cui partono i traghetti per il centro città.


Ci rimane da visitare il Grand Palace, che avevamo trovato chiuso all’andata; all’ingresso è necessario indossare pantaloni sotto al ginocchio e avere le spalle coperte.

Molto suggestivo, tanti buddha e buddhini, palazzi e stupa dorati, ma una marea di turisti e anche tanti thai che si trovano a Bangkok per il compleanno della regina, il 12 agosto.

Descrizione immagine

Decidiamo di ritornare in Khao San Road per un po’ di shopping e un massaggio e subito dopo proseguiamo per China Town; ancora una volta un susseguirsi di bancarelle di cibo, vestiario, accessori ma soprattutto cianfrusaglie, che si diramano in ogni direzione in un mercato a cielo aperto infinito.

Purtroppo siamo arrivati all’ultimo giorno e decidiamo di dedicarlo allo shopping; ci rechiamo quindi nei due centri commerciali più conosciuti di Bangkok, il Siam Paragon e l’MBK.


Eccoci al capolinea, è giunto il momento di rientrare in Italia.

Abbiamo fatto e visto tutto ciò che desideravamo: incantevoli spiagge bianche orlate da palme, caratteristici bungalows in riva al mare, lingue di sabbia e piscine naturali, fondali popolati da miriadi di pesci colorati, romantici tramonti, caotici e colorati mercati, templi maestosi.

Dopo tre settimane la nostalgia di casa comincia a farsi sentire, ma mai quanto il desiderio di poter rimanere ancora a lungo in quei luoghi incantevoli, per godere ancora di quel mare, di quei fondali, di quei paesaggi, di quella natura; luoghi che non stufano mai e che fanno venire voglia di una vacanza infinita.

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