TURCHIA – ISTANBUL E CAPPADOCIA
Istanbul e Cappadocia | Turchia – agosto 2025
L’itinerario che abbiamo scelto per il nostro on the road in Turchia si può effettuare in una settimana.
Abbiamo noleggiato l’auto ad Istanbul e l’abbiamo lasciata a Bodrum.
ITINERARIO
Giorno 1 e giorno 2
Istanbul
Giorno 3
Spostamento in Cappadocia
Giorno 4
Cappadocia
Giorno 5
Spostamento a Pamukkale
Giorno 6
Pamukkale e Efeso – spostamento a Bodrum
Giorno 7
Bodrum
ISTANBUL
Ad Istanbul eravamo già stati nel 2012, quindi abbiamo dedicato a questa sorprendente città solo 2 giorni, ma nel caso di una prima visita 3 giorni sono il minimo per riuscire a vedere con calma tutte le sue attrattive.
Sultanahmet è il centro storico in cui soggiornare e da cui recarsi a piedi alla Spianata delle Moschee.
COSA VEDERE
Spianata delle Moschee | la piazza su cui si affacciano le iconiche Moschea Blu e Santa Sofia.
Palazzo Topkapi | la residenza del sultano durante l’impero ottomano.
Cisterna Basilica | l’enorme riserva d’acqua sotterranea destinata al rifornimento del palazzo del sultano in caso di assedio.
Noi ci siamo limitati a qualche scatto da fuori – avendole già visitate in passato – ma la coda per entrare ci avrebbe comunque scoraggiati.
Se non si è mai stati ad Instanbul, visitare almeno una di queste 4 attrattive è d’obbligo.
Per quanto turistici e ormai poco autentici, io rimango sempre incantata dai mercati e il Grand Bazaar e il Bazaar delle Spezie rappresentano due micro mondi in cui immergersi per qualche ora, curiosando tra bancarelle di spezie, frutta candita, dolcetti turchi e abbigliamento taroccato.
Questi due Bazaar offrono anche riparo dal caldo torrido di agosto, essendo entrambi mercati coperti.
Allontanandosi dal centro ma spostandosi sempre a piedi, il ponte di Galata è esso stesso un’attrattiva, collegamento tra Sultanahmet e la zona moderna di Beyoglu; dal ponte si ha un’ampia visuale sulla città, sulle moschee che spuntano dovunque e le barche che portano i turisti avanti e indietro sul Bosforo.
Immancabile una tappa in uno degli innumerevoli ristoranti sotto al ponte, dove gustare una specialità dello street food turco, il panino con pesce.
Beyoglu è il quartiere moderno di Istanbul con il classico struscio lungo il viale Istiklal, con negozi, kebabbari e pasticcerie; l’affollamento è massimo dal tramonto in avanti e la storica Torre di Galata illuminata la sera crea una bella atmosfera.
Se si avanza tempo, si può fare un salto a Balat, il quartiere ebraico. Questa zona non ha molto da offrire, se non le sue case colorate e decadenti e qualche murales, ideale per qualche bella foto ma non una tappa fondamentale.
La sera si trascorre a Sultanahmet, con i suoi vicoli invasi da ristoranti e locali, i turisti che sfilano in processione nella calca, la musica turca di sottofondo, fumi e odori che impregnano l’aria, un narghilè per concludere la serata accompagnato dal tè alla mela e un dolcissimo baklava imbevuto nel miele.
Questa città è magica e da sola vale l’intero viaggio!
CAPPADOCIA
Come raggiungere la Cappadocia
Da Istanbul alla Cappadocia ci sono circa 700 km, ovvero una giornata intera di viaggio, se si noleggia un’auto come abbiamo fatto noi (abbiamo impiegato 8 ore).
Il tragitto è molto scorrevole, è tutta autostrada – che in caso di auto a noleggio è già prepagata – facendo tappa in autogrill per pranzare.
Siamo partiti da Istanbul alle 10 e siamo arrivati a Göreme in Cappadocia alle 18.
In alternativa si può prendere un volo interno, opzione che noi non abbiamo considerato, dato che per il nostro tour la macchina era fondamentale.
Dove soggiornare in Cappadocia
Ci sono diversi paesini in Cappadocia – Göreme, Uchisar, Urgup, Avanos, Ortahisar e Mustafapasa – ma l’unico davvero caratteristico è Göreme e soggiornare qui è d’obbligo per una serie di motivi: le mongolfiere volano su Göreme; il paese è incantevole con le stradine che si snodano tra le tipiche rocce coniche denominate “camini delle fate”; si può girare a piedi e si hanno a portata di mano tutti i servizi, ristoranti, negozi, sportelli ATM, farmacie, agenzie per prenotare i voli in mongolfiera ed escursioni.
Sconsiglio di soggiornare nelle altre cittadine, non sono particolarmente attraenti e sono scomode.
Cosa fare in Cappadocia
Le attività da fare in loco sono due: il volo in mongolfiera e le escursioni nelle vallate intorno a Göreme.
Sia gli hotel che le agenzie locali propongono entrambe queste attività su base giornaliera.
Le mongolfiere volano tutte le mattine all’alba, alle h 5 (nel mese di agosto) e non sono previsti voli in altri momenti della giornata; bisogna quindi considerare di trascorrere in Cappadocia almeno una sera e una giornata successiva, per non perdere questa esperienza.
Noi non abbiamo volato, ma anche solo assistere a questo spettacolo è comunque emozionante. In 10 minuti a piedi dal centro di Göreme si raggiunge il belvedere Aydin Kiragi da cui ci si potrà sbizzarrire con foto e video; le mongolfiere si alzano in cielo a decine e volano dalle h 5 alle h 7 e il sole che sorge colora la vallata e i camini delle fate.
In caso di maltempo o vento i voli vengono sospesi.
Alcuni hotel di Göreme dispongono di terrazze panoramiche allestite come set fotografici per rendere gli scatti alle mongolfiere ancora più suggestivi – ma l’hotel con la terrazza più spettacolare è il Koza Cave Hotel, a cui si può accedere a pagamento anche se non vi si soggiorna.
Durante il giorno si può prendere parte alle escursioni che permettono di visitare le vallate attorno a Göreme, dove poter ammirare da vicino i camini delle fate e fare dei piccoli trekkings in mezzo a queste particolari formazioni rocciose. Le escursioni proposte durano poco più di mezza giornata, ci si sposta su pulmini collettivi e viene messa a disposizione una guida.
Nel mese di agosto le temperature sono piuttosto alte – nelle ore centrali 35 gradi e oltre – ma i trekkings sono di breve durata, quindi tutto sommato fattibili.
PAMUKKALE
La tappa successiva del nostro viaggio è Pamukkale, che dista circa 600 km dalla Cappadocia; anche in questo caso è necessario prevedere un intero giorno di viaggio – abbiamo impiegato nuovamente 8 ore – su una statale meno scorrevole rispetto all’autostrada Istanbul-Cappadocia, avendo comunque a disposizione diversi autogrill dove poter fare delle pause.
Pamukkale è una località termale dove ci si reca per visitare le piscine naturali di roccia calcarea e travertino di un bianco accecante. L’accesso al sito è a pagamento e conviene recarvisi la mattina presto per evitare lunghe code all’ingresso.
Purtroppo l’accesso alle piscine è limitato ad una zona molto ridotta, poiché il flusso d’acqua viene dirottato solo su alcune di esse – a seconda dei periodi – lasciando le altre vuote; non è possibile immergersi nell’acqua termale, se non in una singola piscina e solo fino alle ginocchia, con conseguente iper affollamento.
Il biglietto d’ingresso prevede anche la visita al sito archeologico e al teatro romano di Hierapolis, situato a pochi minuti a piedi dalle piscine.
Come in Cappadocia, anche a Pamukkale è possibile volare in mongolfiera tutte le mattine all’alba.
Un paio di ore sono sufficienti per la visita di questo sito, consiglio quindi di pernottare una sola notte e ripartire la mattina seguente dopo aver terminato la visita, dato che non vi è altro da vedere in loco.
Pamukkale si gira a piedi e la cittadina sorge proprio accanto al sito con un’unica via lungo la quale si affacciano negozietti e ristoranti.
Gli hotel sono per la maggior parte vecchie strutture un po’ decadenti, che però mantengono intatto il fascino di questo luogo, che ha vissuto tempi migliori in passato, quando era considerata una rinomata località termale della Turchia.
Il turismo termale di Pamukkale è crollato negli ultimi decenni e ad oggi questa è rimasta una tappa di passaggio, alla quale dedicare qualche ora prima di rimettersi in viaggio, ma vale comunque la pena fermarsi qui perché le piscine meritano di essere viste.
EFESO
Da Pamukkale in 2 ore di macchina si raggiunge il sito archeologico di Efeso.
Per conoscere la storia di Efeso converrebbe prendere parte ad un tour guidato; tuttavia noi siamo arrivati sul posto nel momento più caldo della giornata e con 35 gradi e il sole a picco siamo riusciti a fare una veloce visita e qualche scatto alle due attrattive principali: il Tempio di Artemide e la Biblioteca di Celso.
Efeso può essere inserita nel tour come tappa di passaggio, nello spostamento da Pamukkale a Bodrum, oppure può essere visitata in giornata da Bodrum.
BODRUM
Bodrum è l’ultima tappa del nostro on the road, una delle località di mare più rinomate e mondane della Turchia.
Questa cittadina – nell’antichità Alicarnasso – si affaccia sul Mar Egeo ed è una meta turistica di lusso. Un susseguirsi di casette bianche incorniciate da bouganville, non solo nella zona centrale ma anche sulle colline intorno.
Per raggiungere le spiagge nei dintorni di Bodrum bisogna avere una macchina, ma il centro affacciato su due baie, si gira a piedi.
Le spiagge sono principalmente attrezzate e i costi di lettino e ombrellone sono accessibili, a parte nei beach club più esclusivi. L’affollamento rovina un po’ l’atmosfera ma il mare ha dei bei colori.
Bodrum dà il meglio di sé dal tramonto in avanti, quando le sue vie si animano di giovani super tirati e pronti a fare serata; i ristoranti e i locali notturni si susseguono senza fine sul lungomare e invadono anche la spiaggia.
Benchè Bodrum sia una cittadina moderna, passeggiando per il centro ci si ritrova al caratteristico Bodrum Bazaar, che ricorda in piccolo il Grand Bazaar di Istanbul, con le sue tipiche e colorate bancarelle di spezie e souvenirs.
Per quanto questa località sia incantevole, gli elevati costi di pernottamento e dei pasti ci ha fatti imbarcare dopo solo un paio di giorni per Rodi, dove proseguirà la nostra vacanza.
Dal porto di Bodrum ci sono traghetti giornalieri per una delle principali isole greche del Dodecaneso: Kos, da cui eventualmente proseguire per altre isole greche.
